Pietro d’Abano, Marco Polo e fra Giovanni degli Eremitani

L’incontro tra Pietro d’Abano e Marco Polo è documentato in una breve  relazione che si trova nel Conciliator (Differentia 67). La testimonianza è inserita nella discussione sulla abitabilità delle terre della regione equatoriale e in effetti Marco Polo può confermare di aver trovate poche abitazioni e  solo pochi uomini nell’isola di tale regione da lui visitata a causa dell’eccessivo calore. Ma in tale testimonianza sono riportate numerose altre informazioni a) su una costellazione di quella regione osservata da Marco Polo, di cui avrebbe tracciato anche un disegno per Pietro d’Abano, b) sulla possibilità di osservare il polo artico e il polo antartico, c) sulle spezie riportate a Venezia, d) su uno strano animale grande come un ariete, ma rivestito di setole dure come quelle dei nostri maiali. Il confronto di tale testimonianza “scientifica” di Pietro d’Abano con le numerose versioni del Devisement dou monde ha consentito, da un lato, di trovare conferma delle indicazioni riportate dallo scienziato padovano (ad esclusione della osservazione della stella disegnata da Marco Polo) e di mettere in evidenza gli “abbellimenti” letterari aggiunti da Rustichello da Pisa al racconto del navigatore veneziano.

Nello stesso contesto della Differentia 67 Pietro d’Abano fa il resoconto di una Epistola de India ricevuta, proprio mentre stava scrivendo il Conciliator, da frater Johannes Cordellarius, che può essere identificato con fra Giovanni degli Eremitani, agostiniano, il quale secondo la testimonianza tardiva dell’Ongarello era ritenuto “grandissimo inzegnero” sia per aver ideato e fatto costruire la cappella  Cordellieri nella Chiesa degli Eremitani, sia per aver ideato e costruito nel 1306 la copertura del Palazzo della Ragione, oltre a numerosi altri edifici. La testimonianza dell’Ongarello, per la verità mai presa molto sul serio proprio perché troppo tardiva, precisa che fra Giovanni <<aveva cercato quasi tutto il mondo et in una parte dell’India aveva trovato il più solenne coperto di un palazzo che mai fosse veduto e con lui aveva portato il disegno>>. Ora, la testimonianza coeva di Pietro d’Abano, per la verità  lunga e dettagliata, – se non vado errato finora sfuggita agli studiosi - conferma con notevole precisione il viaggio di fra Giovanni fino alla regione di Mohabar, ove secondo un’antica tradizione si trovava la tomba dell’apostolo Tommaso, anche se non è in grado di dire nulla sul “solenne coperto” del Palazzo, poiché verosimilmente a tale data l’agostiniano non era ancora tornato a Padova.

Testo dell'intervento