Ritratto di Pietro d'Abano il Conciliatore fra magia e scienza

Pietro d'Abano è un personaggio che appartiene sia alla storia che alla leggenda.

E questa è tanto fantasiosa quanto complessa è la sua storia. Le sue opere, in particolare quella di medicina, gli hanno assicurato la fama e il successo per un lungo periodo, fino al secolo XVII e oltre, allorché con le scoperte di Vesalio, i suoi principi medici, fondati su Tolomeo e Galeno, furono messi da parte e superati.

Il mistero della sua morte, i suoi resti scomparsi (fu bruciato post mortem o fu assolto per eresia?) hanno contribuito molto ad alimentare la sua leggenda. Amato o esecrato, celebrato o condannato, più che ci si allontana nei secoli, dal tempo in cui visse e operò effettivamente e più la sua figura si dilata e si perde nei fumi delle evocazioni magiche. In altre parole la rappresentazione del suo ritratto fra magia e scienza risente molto del momento in cui se ne delineano i tratti: Pietro d'Abano, filosofo e medico, aperto alle innovazioni del suo tempo fu un sicuro esponente di primo piano della medicina aristotelico-galenica medievale, ma quando fu riletto nei secoli successivi, nel primo Rinascimento dei secoli XVI e XVII, quando si affermeranno le filosofie magiche ed ermetiche dei grandi filosofi e medici rinascimentali come Ficino, Agrippa o Tritemio, al di fuori del suo contesto storico, egli esce dai suoi confini reali e finisce nella leggenda e nell'improvvisazione.

In questa analisi si rintracciano gli elementi di questa "Conciliazione" da lui compiuta nel Conciliator tra le liti, come egli le chiama, e le controversie delle scuole mediche del suo tempo tra gli empirici o magici, i metodici dell'antichità e i razionali o logici, mediante la sua innovativa concezione della scienza medica o filosofica della natura. Essa è concepita come teorica e pratica, scienza e arte ed è ricostruita in questo Ritratto di Pietro d'Abano. La sua figura di Conciliatore tra opposte dottrine è individuata anche nell'altra sua opera di conciliazione in relazione all'astronomia, il Lucidator dubitabilium astronomiae (di cui la mia edizione critica Padova, ed. Programm, 1992, 2a edizione) tra le scuole dei filosofi metafisici e gli astronomi matematici.

La conclusione a cui si perviene è che Pietro d'Abano non fu un mago-necromante ma elaborò un programma di scienza medica razionale che desse dignità scientifica ad una professione emergente in Padova agli inizi del XIV secolo, quale era quella del medico, non più un praticone, ma un dotto sapiente filosofo.

Testo dell'intervento