Sensus e ratio nelle riflessioni musicali di Pietro d’Abano, Abano (2007)

Così come il concetto di metafisica nella storia del pensiero occidentale ha subito diverse mutazioni anche la visione dell’uomo proposta dall’antropologia è andata mutandosi. Verso la metà del Duecento si può rilevare, come dimostrato da un lato da Jan A. Aertsen e dall’altro da Graziella Federici Vescovini, un’importante trasformazione sia del concetto di metafisica che dell’antropologia avviandosi di conseguenza uno spostamento del campo d’interesse della filosofia. Con la riscoperta di nuovi testi aristotelici (ad esempio Fisica, De Anima, Parva naturalia) e con l’interpretazione proposta dai commentatori arabi, il discorso filosofico non ha più come oggetto soltanto la trascendenza ma sposta il suo oggetto di studio sulla dimensione fisica e materiale della natura. Non si ha più allora solo a che fare con una “prima filosofia” che indaga i principî situati “al di là” della fisica, ma si afferma una sempre più accurata attenzione all’osservazione della natura (physis) e della dimensione sensibile dell’uomo. L’evoluzione della facoltà delle arti e della medicina dell’università di Padova durante la seconda metà del Duecento esprime forse in maniera più emblematica tale spostamento degli interessi filosofici, interessi ora inclini allo studio delle scienze, della fisiologia e della filosofia naturale, studi che andranno a toccare anche argomenti musicali. È probabilmente in questo contesto culturale che avviene la formazione intellettuale di Pietro d’Abano e sarà proprio nello spirito nuovo di una filosofia naturale che scriverà non solo di medicina, di filosofia e di astrologia ma anche, a suo modo, di musica.

Scopo della mia relazione è evidenziare quanto il suddetto spostamento in campo filosofico da un interesse prevalentemente “metafisico” ad un interesse “fisico” e materiale si sia riversato sulla teoria della musica, in quale misura l’interesse nei confronti dalla dimensione fisiologica, corporea ed infine sensibile dell’uomo abbia influenzato anche la riflessione sulla  musica. Riallacciandomi agli studi recenti effettuati in questo campo da Letterio Mauro, Frank Hentschel, Achim Diehr, Pia Ernstbrunner e Wolfgang Fuhrmann cercherò di mostrare questo cambiamento in una prima parte dal punto di vista terminologico negli scritti di Pietro d’Abano – il passaggio da una terminologia che fino alla metà del 13. secolo si allaccia per questioni filosofiche prevalentemente ai testi della “logica antiqua” aristotelica e per questioni musicali all’autorità di Boezio mentre con Pietro risente evidentemente dell’influenza dei testi di filosofia naturale – ed analizzando in una seconda parte il sottile rapporto fra sensus e ratio in relazione al legame fra musica e medicina una riflessione tesa ad evidenziare quanto queste due categorie con Pietro d’Abano non siano più pensate in opposizione fra loro.

Testo dell'intervento