Pietro
d’Abano e l’anatomia
Pietro
d’Abano si mostra molto interessato all’anatomia. Nell’edizione
del 1496 del Conciliator e in quelle successive alla Differentia
cxcix
è annessa una xilografia dimostrativa dei muscoli addominali.
La tavola però mancava nel testo originale, e così nelle edizioni
precedenti; evidentemente essa fu fatta allestire dall’editore sulla base
delle indicazioni fornite nel testo. Nella Differentia
cxcix l’Aponense, dopo di aver citato un testo greco e le opinioni di Rhazes
e di Averroè, si appella alla propria diretta osservazione
(«Considerans vero denuo anatomiam sensibili huius visione percepi ordinem
musculorum tactum secundo: videntur enim in tantum aliquando confundi, ut
nequeant sensu discerni»). Inoltre, a Pietro
d’Abano si deve la prima autopsia di cui si abbia notizia a Padova, sia pure
eseguita a fini medico-legali. Nel suo trattato De
venenis, infatti, è riferita la dissezione del cadavere di un farmacista
che si era avvelenato accidentalmente con il mercurio («quidam
apothecarius, cum de nocte tempore magni aestus sitiret, tentans invenit
ampullam plenam argento vivo, quod bibit. Et
mane inventus est mortuus, et invenientes argentum vivum exire de ano,
anatomizatus fuit, et inventus fuit sanguis circa cor coagulatus et ipsum cor
similiter. Inveneruntque
in stomacho libram unam argenti vivi»).